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Sopravvivere al collasso economico di Piero San Giorgio
Formare le basi per un nuovo concetto di società
Sopravvivere al collasso economico di Piero San Giorgio admin
admin - lunedì, 16 novembre, 2015
Apelibraria [28]

Il più grande difetto della razza umana è non riuscire a capire le equazioni esponenziali.

La frase del fisico Albert Bartlett è una delle premesse su cui si fondano alcuni degli abbagli della storia industrial-tecnocratica. Tutte le vicende che si concludono con un “la situazione è sfuggita di mano” possono essere racchiuse nel concetto per cui si crede che gli eventi si muovano in senso lineare mentre in realtà lo fanno in modo esponenziale.

Il libro “Sopravvivere al collasso economico” (Morphema Edizioni) di Piero San Giorgio è un saggio che non fa dormire sonni tranquilli. Prende in analisi gli errori della civiltà moderna e anticipa gli scenari possibili in caso di collasso economico. Abbiamo avuto sotto i nostri occhi, in tempi recenti, un esempio chiaro di quello che può accadere con le vicende della Moldavia: un paese benestante che grazie all'interruzione di gas da parte della Russia si è trovato povero da un giorno all' altro. La gente ha iniziato a bruciare prima i mobili, poi gli alberi dei parchi per scaldarsi e quando non è stato più possibile sopravvivere, è scappata.

Il libro punta a formare una coscienza per cui la gente non basi la propria serenità sulle dipendenze, ma cominci a riflettere sul concetto di autosufficienza. Sarebbe un pensiero nuovo, sia dal punto di vista pratico che filosofico, dato che la dipendenza è ciò che rovina anche i rapporti personali.

Tutti i movimenti di decrescita che stanno sorgendo negli ultimi tempi tendono a prendere in analisi le conseguenze di un'economia che ha fatto credere che l'uomo occidentale potesse essere invincibile e governare se stesso e la natura. Il risultato che vediamo sotto i nostri occhi è fallimentare. Ora tocca al singolo, cominciando da se stesso e dalla propria famiglia.

 Piero San Giorgio è un autore svizzero di origine italiana ed è stato per oltre vent'anni uno specialista di marketing delle nuove tecnologie nei mercati emergenti dell'Europa, Medioriente e Adrica.

“Sopravvivere al collasso economico” è stato tradotto e pubblicato in molti paesi.

 

Quanto è realistica l'ipotesi di un collasso economico?

Secondo me, l'ipotesi la più realistica è che stiamo attraversando un periodo in cui esiste una convergenza di problemi pesantissimi, che sono:
- la crescita della popolazione
- le rarefazione delle risorse, petrolio in primis, ma anche acqua, terre agricole, concimi, metalli, ecc.
- le guerre sempre più costose e distruttive per il controllo di queste risorse, e con conseguenti guerre civili, migrazioni di popolazioni…
- problemi di inquinamento e distruzione dell' ambiente sempre più pesanti
- le risorse economiche sempre più indebitate per finanziare guerre, comperare pace sociale, finanziare una crescita che non c'é più, e anche a causa della corruzione inerente ai sistemi burocratici diventati ormai giganteschi.
la conseguenza sara un collasso progressivo - che è gia incominciato - dell' economia globale e che sta accelerando. Le conseguenze saranno molto gravi per tutti noi.


Nel suo libro ipotizza una via d'uscita con l'organizzazione della società in forma comunitaria. Come si può cominciare a formare questo pensiero sopratutto nei giovani?

Credo che la via d' uscita sia di ripensare il nostro modo di vivere per orientarlo verso l'autonomia, verso una vita più semplice, forse più frugale, ma più ricca di legami tra di noi. Non è un' utopia, è quello che facevano i nostri nonni, con orto, vita di villaggio o di quartiere, aiuto mutale, e anche la capacità di defendersi e diffidare dello stato. La democrazia diretta è anche una delle soluzione per quanto riguarda le decisioni politiche.

 

Che valori è necessario formare, sperando che non si arrivi al collasso, che siano d' utilità anche nella società occidentale come è strutturata al momento attuale?

Tutti i valori e modi di vita di cui ho parlato prima sono da attuare, questo anche se mi sbagliassi e se i miei calcoli o i dati su cui ho basato le mie deduzioni risultassaro erronei, o se un miracolo ci desse accesso a risorse energetiche massicce e poco costose, e togliesse religioni e comportamenti aggressivi e violenti dalle menti…. anche in questo caso, la vita più semplice e più reale, seconde me, sarebbe migliore. Abbiamo davvero bisogno di una TV nuova? Del'ultimo telefonino alla moda? Di imbottirci di zucchero e grassi? Di istupidisci davanti agli schermi per ore e ore ogni giorno? Di finanziare classi politiche corrotte? Di bombardare paesi, già fragili, per controllare o rubare le loro risorse? Di indebitarci e così ridursi in schiavitù? Non credo.

Detto questo però, non credo che si debbano buttare via le cose belle e utili che la nostra civiltà ha create. Anzi, possiamo usare tecnologie moderne per aiutarci in questa transizione.

Anche se sarà difficile, possiamo ancora farcela.

Ma il tempo è contato.

 

 

                           
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