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S. Margherita: staffetta tra Santoro e Bonifacio?
S. Margherita: staffetta tra Santoro e Bonifacio?
S. Margherita: staffetta tra Santoro e Bonifacio? admin
admin - mercoledì, 2 novembre, 2011
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Franco Santoro potrebbe passare il testimone a Tanino Bonifacio. E’ questa l’interpretazione data alla partecipazione di Bonifacio alla sagra del ficodindia che si è appena conclusa. Un gesto che, nella “capitale” della massoneria belicina dove i riti ed i simboli sono sostanza, potrebbe dirla lunga sui contatti sotterranei tra l’entourage di Franco Santoro ed il critico d’arte margheritese. A fare da “padrini” dell’operazione potrebbero essere gli onorevoli Giovanni Manzullo e Angelo Capodicasa. Un refrain già visto quattro anni e mezzo fa. Un “che tutto cambi per restare tutto com’è” di gattopardiana memoria. Dopo la defenestrazione, dalla direzione artistica dell’Istituzione G. Tomasi di Lampedusa, di Tanino Bonifacio da parte del sindaco Franco Santoro, il conduttore di “Babele” non si era mai fatto vedere alle manifestazioni organizzate dall’attuale amministrazione comunale. Domenica 30 ottobre, invece, Tanino Bonifacio ha fatto di tutto per dare pubblico atto di presenza. In compagnia dell’onorevole Manzullo e di alcuni esponenti di spicco dell’Amministrazione Santoro. Se questa operazione politica dovesse andare in porto, Santa Margherita di Belice si confermerebbe ancora una volta terra di scambio per giochi fatti altrove. Cinque anni fa l’accordo tra il candidato Santoro, garante Capodicasa, ed il gruppo che faceva capo ai fratelli Cacioppo, si decise sopra le teste dei margheritesi. Anche se poi Santoro non rispettò l’impegno preso da Capodicasa e la carica di vicesindaco, sul finire della legislatura, è stata assegnata a Ignazio Abate. Adesso la storia potrebbe ripetersi. L’onorevole Capodicasa, però, visto il precedente, risulta poco credibile, mentre l’on. Manzullo risente della magra figura di Ribera, dove non è riuscito nemmeno a formare una lista da contrapporre a quella dell’attuale sindaco.

Con due “padrini” del genere anche l’operazione “Santoro-Bonifacio” nasce debole. Il ceto medio e la borghesia margheritese, probabile bacino elettorale di Tanino Bonifacio, potrebbe non essere disposta a farsi carico dell’eredità disastrosa di Santoro. E lo stesso “zoccolo duro” degli ex comunisti potrebbe non riconoscersi in Bonifacio, che da cinque anni nessuno ha visto interessarsi dei problemi margheritesi. Il voto di opinione, poi, dovrebbe fare i conti con l’assenza di Bonifacio sulle problematiche quotidiane quali le “cartelle pazze”, il piano regolatore generale, la vicenda Cantina, i beni culturali in completo stato di abbandono, la crisi del comparto agricolo. L’Araldo si augura che Tanino Bonifacio non sia un’altra delle “prospettive” del programma di santoriana memoria. Il professore Bonifacio è una grande professionista della cultura e farebbe bene a non farsi coinvolgere in esperienze che lo accostino a Franco Santoro. Comunque sia tanti auguri da parte de L’Araldo.

                           
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