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S. Margherita: la soluzione per palazzo Lombardo passa dal TAR. Si allungano i tempi per una soluzione
S. Margherita: la soluzione per palazzo Lombardo passa dal TAR. Si allungano i tempi per una soluzione admin
admin - mercoledì, 26 agosto, 2015
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Ancora un arresto nell'iter burocratico per la definizione della questione di "palazzo Lombardo-Saieva" di Santa Margherita di Belice. Finisce al TAR, infatti, la delibera del consiglio comunale del paese del Cafè House con la quale, il due marzo scorso, l'Amministrazione Valenti aveva fatto marca indietro sull'ipotesi di acquisire l'immobile per adibirlo a sede degli uffici comunali. L'immobile, una struttura in cemento armato di sette piani, era stato iniziato prima del sisma del gennaio 1968. Il terremoto e vicissitudini varie hanno "congelato" lo scheletro che sovrasta la "Palazzata" e getta la sua ombra su piazza Matteotti/Lampedusa. L'Amministrazione Mangiaracina aveva pensato di acquisire l'immobile, abbatterne alcuni piani e destinarlo ad uffici comunali. Qualche intoppo burocratico o una poca convinzione, non fecero proseguire l'iter burocratico. Malgrado fosse stato pubblicato anche il decreto di espropriazione. A marzo 2015 il civico consesso guidato da Francesco Ciaccio ordinò il dietro-front: l'ipotesi Mangiaracina di destinare il palazzo Lombardo-Saieva ad uffici comunali non rientra più nelle linee programmatiche dell'Amministrazione Valenti. Soluzione? Demolizione totale per le precarie condizioni statiche della struttura.

I proprietari non ci stanno e si sono rivolti al TAR per tutelare i diritti sulla loro proprietà. Già la proprietà. Nel frattempo, in questo valzer decennale per trovare una soluzione ad una "questione di decoro urbano", pare che sia venuto fuori che il "palazzo Lombardo-Saieva" non sia privato ma di proprietà del Comune.

Il condizionale è d'obbligo, vista la querelle che va avanti dal 1968. Per venirne a capo la Giunta comunale ha chiesto l'ennesimo "parere pro-veritate" sulla questione.

E così l'unica cosa certa è che l'Amministrazione in carica molto probabilmente non riuscirà a definire nessuna delle tre emergenze "architettoniche" collegate con il centro storico: palazzo Lombardo, casa Sedara e casa Giaccone. Malgrado siano passati quasi 48 anni dal terremoto che stravolse la fisionomia storico-urbanistica del paese fondato dai Corbera.

E Giuseppe Tomasi di Lampedusa, la cui statua è stata collocata quest'estate in piazza Matteotti/Lampedusa, dovrà farsene una ragione.


                           
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