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S. Margherita e la piazza dei separati in casa: Matteotti e Lampedusa
S. Margherita e la piazza dei separati in casa: Matteotti e Lampedusa admin
admin - sabato, 15 agosto, 2015
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La collocazione della statua di Giuseppe Tomasi di Lampedusa nella piazza Matteotti di Santa Margherita di Belice - che ha ospitato la XII edizione del Premio Letterario intitolato all’autore de “Il Gattopardo” - avrebbe dovuto aprire un doveroso dibattito: conservare o modificare il nome della piazza?

Può una piazza intitolata a chi fù ucciso, per aver criticato il Duce ed il fascismo, non ospitare nemmeno un busto di Giacomo Matteotti ma avere la presenza ingombrante della statua dell’adottato uomo simbolo del paese del Cafè House?

Il quesito calza a pennello nella giornata di ferragosto. Nel clima rilassato e vacanziero potrebbe animare il dibattito in spiaggia: i tempi sono maturi per “sfrattare” Matteotti dal salotto di città ed intitolare la piazza a Giuseppe Tomasi di Lampedusa?

Aver scelto di collocare la statua di Tomasi di Lampedusa di fronte la Palazzata è un gesto forte. Una scelta culturale che ha un suo significato chiaro: la piazza è dell’autore de “Il Gattopardo”. Adesso manca solo il passaggio burocratico: la modifica toponomastica, magari dedicando a Matteotti una via cittadina o un altro slargo.

La questione, però, deve essere sfuggita agli operatori culturali locali. Non ne parla la Pro Loco, non ne parla il presidente dell’Istituzione “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”, non ne parlano i presidenti dei sodalizi i cui locali prospettano su piazza Matteotti/Lampedusa, non ne parla l’assessore alla cultura, non ne parla l’assessore alla pubblica istruzione, non ne parla il presidente della giuria della “Officina del racconto”. E, cosa più strana, non ne parlano i vari “opinionisti” che impazzano su fb.

Eppure il tema è interessante. Poco sopra della vasca collocata in piazza Matteotti/Lampedusa fa bella mostra di se un piedistallo sul quale potrebbe essere collocato un busto di Giacomo Matteotti. Ma la convivenza Matteotti-Lampedusa non è, e non sarebbe, felice.

Ecco perché occorre un atto di coraggio, una scelta: o l’uno o l’altro. La differenza tra un politico ed uno “statista” – dicono – sta proprio nella capacità di decidere su questioni che cambiano anche la storia toponomastica di un paese.

Aver abbandonato la definizione di “paese del Cafè House” preferendo quella di “città del Gattopardo” è una scelta sintomatica che prende piede ogni giorno di più. Basta dare uno sguardo alla segnaletica turistica installata in occasione della XII edizione del Premio Letterario. La collocazione della statua di Lampedusa nella piazza principale del “paese” (o “città”) è un altro segnale inequivocabile.

Ed allora c’è da chiedersi: a quando la variazione toponomastica della piazza contesa?


                           
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