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Intervista a Francesca Santangelo, l'autrice di versi innamorata del mare
Intervista a Francesca Santangelo, l'autrice di versi innamorata del mare
Intervista a Francesca Santangelo, l'autrice di versi innamorata del mare admin
admin - martedì, 16 dicembre, 2014
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di Daniela Rizzuto

Francesca Santangelo è una sensibilissima poetessa saccense, già autrice di due raccolte: “Quando non passa il tempo” e “Zero blu jeans”, uscita di recente, con unanimi consensi, di pubblico e critica. L’Araldo ha chiesto di incontrarla. Francesca ci accoglie nel salone della sua meravigliosa casa con vista mare, e ci offre non il solito caffè, ma delle buonissime caramelle alla cannella. Ma chi è veramente Francesca, ermetica poetessa perennemente abbronzata e molto attenta al look? Vediamo che ha da dirci.

Bellissimo panorama! Che bel mare. Quanto è importante per te il mare?

Il mare è importantissimo, nella mia vita. Mi è sempre piaciuto, indipendentemente dalla poesia; mi dà un senso di pace, serenità, mi ispira, mi culla, mi fa pensare. Diciamo che mi fa “riaffiorare a galla” i pensieri, le sensazioni, le emozioni.

I pensieri, le sensazioni, le riflessioni; quali?

Beh, riflessioni soprattutto sulla natura, sul mare su cui si riflette la luce, sulla luna, le stelle, sul panorama del porto. Il mare è come uno specchio, un deja vu: ti rimanda indietro le immagini, te le riflette. Intorno al mare ruotano tutti gli elementi della natura: il mare ti fa sognare, ti illude, ti dà una tale pace interiore e tanti elementi per la poesia; ti fa risvegliare tante emozioni che sono come sopite. Ecco, la bellezza del panorama e del tramonto sono immagini molto indicative di quello a cui il mare ti può  far pensare.

Perché scrivere poesia?

Perché la poesia ha un potere straordinario: sintetizza e racchiude tutta la vita di una persona, con le sue gioie, delusioni e speranze, in pochissimi versi. Invece l’opera narrativa è più lunga e rischia, a mio avviso, di far “scemare” le emozioni. Per questo amo moltissimo gli aforismi, che condensano in poche parole tutta una filosofia di vita.

Francesca e la lettura: come, dove e quando.

Leggo moltissimo al mare. Mi siedo e leggo i libri che sono molto soft, giusto da mare: Fabio Volo, ma anche le lettere d’amore di Gibran. A casa leggo molto; ma non cartaceo. Preferisco di gran lunga “attingere” dal computer, che mi dà la possibilità di spaziare infinitamente e, soprattutto, di fare indigestione di poesia. Naturalmente, da ex bibliotecaria, ho anche molti libri cartacei, che sono sempre affascinanti.

Chi è il tuo scrittore preferito?

Senza dubbio Khalil Gibran, persona molto saggia! Lo amo talmente tanto che avrei voluto sposarmi con lui … (e ride) Mi dà un senso di sicurezza, di padronanza di sé e di tutto. E poi parla di temi interessantissimi: dell’amore, della fratellanza, dell’amicizia, di Dio, e di altro, non necessariamente religioso. L’Amore per tutto: per le cose, per le persone. Tornando a noi, amo molto anche Edgar Allan Poe e il suo grottesco, Jane Austen, le Bronte. E poi adoro i poeti maledetti e Buckoswi; il suo essere esplicito, crudo e a tratti brutale mi sembra la quintessenza della veracità dell’uomo.

A proposito di essere espliciti e non buonisti: cosa o chi butteresti giù dalla torre?

Fammi pensare un attimo: salverei la schiettezza, senza dubbio. Sono poco diplomatica, a tratti molto diretta; ma, al contempo, buona e disponibile. E il problema è che questa disponibilità talvolta viene fraintesa dagli altri, che provano ad approfittarne. Proprio per questo butterei giù decisamente l’opportunismo e la diffidenza. Abbasso l’opportunismo e gli opportunisti!

Strano che una legga la Austen e Buckwoski.

Perché sono espressioni di passione e schiettezza, i miei grandi tratti distintivi. E le due cose non sono in contraddizione! Sono complementari, semmai.

La tua ultima fatica letteraria?

La raccolta “Zero blu jeans”; è scritto blu di proposito, non blue, come avrebbe dovuto essere. E’, come detto, una raccolta di poesie. Nel titolo ho fatto riferimento al jeans, perché volevo accomunare giovani ed adulti: tutti portano i jeans. Tutti quanti proviamo emozioni, solo che ogni età ha le sue. L’adulto ha più pudore verso le proprie sensazioni, ma prova ugualmente qualcosa di molto forte e intenso. Anche a 50 anni ci si può innamorare, ma si ha più paura; si teme di manifestare le proprie emozioni, di essere se stessi. Ma il cuore non invecchia mai!

A proposito di scrittura e letteratura: il premio Tomasi di Lampedusa, conferito ogni anni a scrittori già noti e con opere “sicure”, a chi dovrebbe andare, secondo te?

Beh, credo che il premio potrebbe anche valorizzare i talenti “nostrani”, ma, soprattutto, dovrebbe essere seriamente sdoppiato in tre categorie. In questo modo si potrebbe incentivare la lettura di più opere, tutte di genere diverso.

I caffè letterari: suggerimenti e critiche.

Secondo me il “caffè letterario” è una magnifica idea, ma è per una elitè di persone, che deve essere rigorosamente all’altezza della situazione. Il caffè letterario è nato in Francia per gli spiriti eletti. Secondo me va fatto in questa maniera e con gente che discuta di un unico libro, scambiandosi emozioni e sensazioni provate durante e dopo la lettura. Forse sono troppo aristocratica, ma non può andar bene per tutti: il grande pubblico è una cosa diversa, molto diversa.

Di fronte a qualcosa che non puoi cambiare, meglio tacere e rodersi, o parlare e inimicarsi la gente?

Io parlo, sempre e comunque! Però devi avere di fronte persone con grande apertura mentale;  anche se, alla fine, preferisco dire ugualmente le cose, costi quel che costi. Praticamente, non mi tengo niente dentro! Nella vita bisogna osare, osare e dire in faccia le cose; sperando che le persone che hai davanti le capiscano…

In TV che vedi?

Amo i reportage giornalistici e i documentari: Le Iene, Voyager e tutti i documentari, che soddisfano la fame di sapere. Adoro i reportage di viaggio, in particolar modo. E’ come viaggiare con la mente, e questo mi fa letteralmente impazzire.

Se dovessi andare in un’isola deserta, e dovessi portare con te solo tre cose, cosa decideresti di prendere?

Come prima cosa sicuramente il deodorante, perché odio gli odori sgradevoli! Non riesco assolutamente a tollerarli. Seconda cosa, l’acqua frizzante, perché mi piace molto. Poi, ultima cosa: un pezzo mare, perché l’azzurro del cielo non mi basta. E’ una cosa di cui non riesco proprio a fare a meno.

A proposito di odiare: la cosa che più odi fare?

Non mi piace andare ai funerali, perché mi evocano tristi ricordi. Lo faccio molto di rado, e solo quando sono costretta, perché mi fa stare veramente male.

La tua eleganza è proverbiale, e nota a tutti i tuoi amici; cosa pensi dell’immagine di una persona?

Credo che il vestito sia un buon biglietto da visita, senza dubbio.  La prima impressione che ti fa una persona curata e magari con un filo di trucco è importante e conta molto. Mia madre diceva sempre, in dialetto:  “lu cristianu, pi comu è vistu, è fiuratu”. Anche se, è bene dirlo, so benissimo che l’abito non fa il monaco. Però aiuta, non neghiamolo.

A proposito di immagine: Francesca e i social. Che rapporto hai e cosa ne pensi?

I social sono un’ ottima miniera di informazioni; ma, come tutte le cose, sono poliedrici. Devi anche saperli usare, per dare e ricevere informazioni. E’ importantissimo saper dosare il materiale da mettere in rete e postare foto e cose significative e che ti rappresentano senza equivoci, sempre in agguato.

Leggi, scrivi, hai una casa enorme da curare; ma il tempo dove lo trovi?

Oddio, non dire così! Il tempo c’è; siamo noi che non lo godiamo come dovremmo. E questo ci fa soffrire; ma siamo noi stessi gli artefici di questa cosa. Pensiamo che il tempo ci manchi, e ne soffriamo; ma non è così, affatto.  L’uomo, che è effimero, deve saper “sfruttare” il tempo che ha per fare tutto, anche apprezzare cose bellissime a cui non diamo valore come, ad esempio, un tramonto, un temporale, qualunque manifestazione della natura. Godiamoci il tempo, assaporiamolo: lui ci ripagherà con sensazioni assolutamente meravigliose, che pensavamo di non avere mai provato e che, invece, magari sono solo sopite.

E la musica?

Importantissima! Nella mia vita ci sono sempre state due grandi cose: mare e musica.

Progetti futuri?

Vorrei scrivere un libro sulla mia vita, dalla nascita fino ad ora, mettendo in evidenza la città di Sciacca e la sua mentalità ristretta, che purtroppo caratterizza questa realtà del Sud. Io, invece, sono per il “vivi e lascia vivere”: ognuno si faccia la sua vita, e tutti staremo meglio.

Un messaggio per i nostri lettori?

I libri non diventano mai vecchi! Leggete sempre e leggete qualunque cosa!

                           
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