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Il disagio giovanile in una riflessione di Marilena Marsala
Il disagio giovanile in una riflessione di Marilena Marsala
 Il disagio giovanile in una riflessione di Marilena Marsala admin
admin - venerdì, 27 giugno, 2014
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di Marilena Marsala

Più che la mancanza di lavoro, la mancanza di certezze, stimoli e voglia di vivere spinge intere famiglie e generazioni a lasciare case e poltrone per avventurarsi in esperienze più adrenaliniche e soddisfacenti.

Capita spesso che ragazzi di età compresa tra i 27 e i 32 scelgano per spirito di iniziativa di seguire determinate strade o persone.

Le conseguenze sono ovvie: una scarsa considerazione del lavoro in Italia e la crisi economica che ormai ha colpito più dell'80% delle famiglie e soprattutto quei giovani che dalla depressione vogliono scappare.

"Come se una madre dovesse assistere alla fuga dei figli", succede che pochi cervelli si ritrovano complici  e d'accordo su tutto, giusto per sfuggire dalla monotonia dei meno vitali.

Come quando viene a mancare la persona amata, o addirittura l'aria, bisogna sapere che la libertà di amare e la volontà di lavorare non hanno prezzo; che più una persona cara manca, come manca l'aria che si respira ogni giorno, più il resto del mondo può aspettare. Aspettare che tutto cada in rovina perché tutto quello che è stato creato fino ad allora, improvvisamente viene distrutto da coloro che hanno stabilito e conosciuto le leggi del cosmo, scienziati o dei, impostori o onesti. Anche se l'amore come il lavoro non potranno essere negati in questo paese.

Non che tutto dipenda da una sola persona, ma se per questa molti decidono di migliorare la propria vita un motivo ci sarà: si tratta di rincorrere i propri sogni e non farsi imbrigliare nella società corrotta e impazzita.

I genitori che possono aiutare i propri figli sono pochi. Tanti giovani si ritrovano ad andare via dal proprio paese senza essere accompagnati. Altri, più fortunati, vengono appoggiati sempre e comunque perché alle spalle hanno radici forti o nobiltà nascoste.

Si tratta di solidarietà familiare in cui i fratelli sorreggono e accettano qualunque decisione del consanguineo per credo religioso e amore sconfinato.

Dal lavoro all'amore della propria vita, dal perdono alle follie più belle, vivere per vedere l'altro sorridere e sorridere pensando che l'altro sorriderà, anche se in questo momento sta soffrendo, è un motivo di vanto e di lotta. Quella rincorsa contro il tempo che fa capire che, tra il vivere da eroi e il non vivere affatto, sono i primi a vincere sempre perché ciò che li lega è più forte di tutto ciò che li vorrebbe divisi.

                           
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