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Laura Bonelli e Accursio Soldano, trasformano un dialogo in salotto letterario
Laura Bonelli e Accursio Soldano, trasformano un dialogo in salotto letterario
Laura Bonelli e Accursio Soldano, trasformano un dialogo in salotto letterario admin
admin - sabato, 14 giugno, 2014
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di Joseph Cacioppo

Assistere al dialogo tra due scrittori, Laura Bonelli e Accursio Soldano. ieri sera a Sciacca nell'incontro programmato all'interno del "Letterando infest", è stato molto stimolante. L'incontro che doveva essere la "presentazione" del libro "Piccole storie dei sette giorni" di Laura Bonelli (Graphofeel, editore), si è trasformato (almeno ai miei occhi di non letterato) in una sorta di salotto letterario. Dove i temi trattati dal libro della Bonelli sono stati lo spunto per un dialogo a 360 gradi sulla "creazione" e sui tormenti dell'uomo. Compreso un accenno al settimo giorno dedicato al riposo, come ha sottolineato l'autrice.

Il fatto che l'evento si sia fermato al dialogo e non abbia coinvolto nel dibattito la platea è stato spiegato da Accursio Soldano che, deliberatamente, si è spogliato dei panni del "moderatore" per vestire quelli del "provocatore", a lui più congeniali. "Questi incontri - ha spiegato Soldano - dovrebbero svolgersi dopo che i partecipanti abbiano letto il libro, altrimenti viene meno la partecipazione". Come dovevasi dimostrare.

E così per rimediare, ho letto - per poter scrivere questo breve commento - la prima parte del sesto capitolo (il sesto giorno della creazione?). La curiosità è sorta a seguito degli input lanciati dal duo Bonelli-Soldano.

Avrei voluto chiedere subito chiarimenti all'autrice, ma la mancata lettura e la paura di aver frainteso mi hanno frenato. Adesso confermo i dubbi che mi sono sorti.

Soldano, nel suo intervento ha trovato dei collegamenti con l'opera di un poeta siciliano "poco conosciuto". A me, la lettura, ha richiamato sia "Aut-Aut" di kierkegaard che "Quando Dio ci mette lo zampino" di Anna di Marco (Edizioni La Zisa), oltre che Franco Califano.

Anche Anna di Marco, con scrittura semplice, con la tecnica delle parabole, tratta dell'opera di Dio e spiega come la "creazione" dell'uomo non gli sia riuscita come avrebbe voluto. Ma tant'è.

Kierkegaard affronta, filosoficamente, la distinzione tra vita estetica e vita etica. Mette a confronto la vita del seduttore incallito con quella che vede nel matrimonio il fine naturale dell'uomo. Un po' quello che fa Laura Bonelli.

La domanda che non sono riuscito a fare, per paura di non avere bene inteso il tema del racconto, è questa: quale delle due vite è da preferire, quella estetica o quella etica? La Bonelli sembra tifare per la prima. Anche se la vede come conseguenza di due "mali" (anche se la Di Marco li definisce in altro modo): la tristezza e la solitudine.

Per Laura Bonelli la "tristezza è una puttana". Mentre, la solitudine (madre della tristezza) è una "mantide religiosa" che divora il cuore dell'uomo e lo domina.

Lo scanzonato Franco Califano più che di "solitudine" parla di "libertà": "Se voglio un corpo e un po' di affetto, faccio un giro cerco un letto e una donna che ci sta". E questo sembra il pensiero di Brando, il personaggio tratteggiato dalla Bonelli nella prima parte del sesto racconto. Che pare ritrovarsi nei testi del Califfo: "Passo un'ora in sua compagnia e poi vado via. Non mi fido di nessuno, sono rose e crisantemo, suono e canto la mia libertà". Anche se il tema si complica: la solitudine o la libertà, sono cercati o una prigione. Ma questa è un'altra storia.

Laura Bonelli, poi, accenna alla noia che uccide il matrimonio. A questo tema il Califfo ha dedicato la sua bellissima canzone "Tutto il resto è noia". Canta Califano: "la prima sera devi dimostrare che al mondo solo tu sai far l'amore, si d'accordo ma poi tuitto il resto è noia. No, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia, maledetta noia".

In effetti l'autrice di "Piccole storie dei sette giorni", più che alla "noia" imputa la colpa all'affermazione professionale. Ma potrebbe anche essere una sorta di giustificazione per la moglie di Brando. E Soldano lo ha evidenziato: la Bonelli giustifica la donna e maltratta l'uomo.

Confermo: più di un dialogo, venerdì sera è stato messo in scena un salotto letterario. Grazie Laura Bonelli. Grazie Accursio Soldano.    

                           
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