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Importante scoperta sul tumore del colon. Tra i ricercatori anche il margheritese Gaspare Gulotta
Importante scoperta sul tumore del colon. Tra i ricercatori anche il margheritese Gaspare Gulotta
Importante scoperta sul tumore del colon. Tra i ricercatori anche il margheritese Gaspare Gulotta admin
admin - venerdì, 7 marzo, 2014
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C'è anche il margheritese Gaspare Gulotta nel gruppo di ricercatori italiani che ha chiarito il meccanismo che determina la formazione delle metastasi nel cancro al colon.

I ricercatori italiani hanno fatto un passo avanti fondamentale: Giorgio Stassi, Gaspare Gulotta e Francesco Dieli dell'Università degli studi di Palermo, in collaborazione con Ruggero De Maria dell'Istituto Regina Elena di Roma, hanno capito come si formano le metastasi di questo tumore del colon, identificando le cellule in grado di dar loro origine, i meccanismi che regolano il processo e la loro sopravvivenza.

Il tumore del colon colpisce moltissime persone e se non è diagnosticato precocemente può produrre metastasi aggressive, ma oggi potremmo avere trovato un modo per bloccarne la diffusione.

La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Cell Stem Cell, è stata possibile grazie al sostegno di un programma di ricerca AIRC finanziato con i contributi del 5 per 1000.

Le cellule staminali tumorali sono una rara sottopopolazione della massa di cellule del tumore. Si tratta di cellule immortali, capaci di autorigenerarsi e dare vita a un infinito numero di cellule figlie che alimentano il tumore. Tali caratteristiche fanno sì che le cellule staminali tumorali siano resistenti alle attuali terapie farmacologiche; per sconfiggere definitivamente il tumore e le metastasi è dunque essenziale mettere a punto nuove terapie in grado di distruggerle.

Fra tumore e metastasi ci sono delle differenze. Per esempio, il recettore CD44v6 è espresso poco nei tumori primitivi, mentre la sua espressione aumenta notevolmente nelle metastasi. Osservando le staminali tumorali gli scienziati hanno scoperto che tutte queste cellule esprimono in superficie tale recettore.

Ma che cosa fa CD44v6? È come un interruttore: quando è "acceso", le cellule tumorali migrano e formano le metastasi. L'analisi approfondita delle cellule staminali tumorali ha dimostrato che esse tendono naturalmente a migrare e a colonizzare gli organi lontani, come fegato e polmone, attraverso l'attivazione di una serie di segnali metabolici che sono stati identificati e descritti dagli autori della ricerca. Questi segnali coinvolgono alcune proteine che promuovono l'espressione di CD44v6 e la trasformazione in cellule staminali tumorali capaci di dare metastasi.

I ricercatori non si sono fermati qui: studiando il microambiente tumorale hanno capito il processo con cui si incrementa l'espressione di CD44v6 e aumenta l'aggressività dei tumori.

Se le scoperte si confermeranno, sarà forse possibile bloccare selettivamente le cellule migranti che esprimono CD44v6 e impedire così la formazione delle metastasi mediante l'uso di farmaci specifici o di anticorpi.

 

                           
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