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S. Margherita: quello che le 'veline di palazzo' non dicono sui misteri del piano regolatore
S. Margherita: quello che le 'veline di palazzo' non dicono sui misteri del piano regolatore
S. Margherita: quello che le 'veline di palazzo' non dicono sui misteri del piano regolatore admin
admin - sabato, 25 gennaio, 2014
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Secondo un decreto dell’Assessore regionale, in materia di progettazione urbanistica, per ogni giorno di ritardo nella consegna degli elaborati progettuali si paga una penale. Sempre per lo stesso decreto regionale, ove il ritardo supera i due mesi e mezzo, l’incarico professionale si intende revocato ed il professionista deve restituire le somme percepite.

Questo vale in Sicilia, ma non a Santa Margherita di Belice.

Andiamo con ordine. Il sindaco Antonino Russo da incarico di redigere il piano regolatore generale (PRG) ad un progettista di Bergamo, l’arch. Andrea Tosi.

Segno che nel paese del Cafè House non c’erano tecnici capaci di redigere uno strumento urbanistico. Almeno per la giunta Russo, di cui facevano parte l’arch. Ignazio Abate e l’arch. Margherita Cacioppo. Siamo a mettà degli anni ‘90.

Il PRG ha una difficile gestazione. Passano gli anni ma l’iter burocratico va a passo di lumaca. Eppure c’è in ballo una parcella di circa 200.000 euro.

Nel 2006 muore il progettista, anche se la notizia non viene diffusa.

Nessuno si domanda chi dovrà proseguire l’incarico professionale. Forse non se lo chiede nemmeno l’ufficio tecnico comunale.

Di sicuro non se lo chiede l'Assessorato regionale Territorio ed Ambiente che, nel 2009, approva le controdeduzioni alle osservazioni ed opposizioni presentate dai cittadini.

Eppure la questione era troppo evidente: se l’arch. Andrea Tosi è deceduto nel 2006, chi ha redatto le controdeduzioni approvate dalla Regione?

La Regione approva il PRG con decreto del 28 aprile 2010, prescrivendo al sindaco di redigere immediatamente un “testo coordinato” che tenga conto dei rilievi avanzati dai cittadini e dalla stessa amministrazione regionale. Anche al fine di fare chiarezza sul testo definitivo dell’importante strumento urbanistico.

L’art. 4 del decreto di approvazione sfugge agli organi comunali.

Qualcuno lo fa notare. Il sindaco Franco Santoro corre ai ripari e nel dicembre 2010, con determina sindacale 148/2010, conferisce l’incarico ad un altro tecnico di Bergamo, iscritto all’albo professionale in data successiva alla morte dell’arch. Andrea Tosi. In giunta è presente ancora l’arch. Ignazio Abate.

Per adempiere a quanto previsto dall’art. 4 del decreto del 28 aprile 2010, all’arch. Matteo Cattaneo viene dato un mese di tempo.

Stranamente l’arch. Matteo Cattaneo è lo stesso tecnico che ha redatto le controdeduzioni alle osservazioni ed opposizioni presentate dai cittadini. Malgrado non avesse alcun incarico professionale.

Chi lo ha permesso? Chi ha chiuso un occhio? Anzi: tutti e due?

Sta di fatto che entro il mese di gennaio 2011, l’arch. Matteo Cattaneo avrebbe dovuto consegnare il lavoro assegnatogli, pena la penale e la revoca d’ufficio dell’incarico.

Dal gennaio 2011 ad oggi sono passati tre anni, e del PRG non si vede nemmeno l’ombra. Come mai?

Eppure il decreto assessoriale prevede una penale dell’uno per mille, sull’ammontare delle competenze complessive, per ogni giorno di ritardo. E, visto che il ritardo di tre anni supera i mille giorni e che la parcella supera i 200.000 euro i conti sono presto fatti. Ma stranamente non risulta che gli organi comunali margheritesi si siano attivati per applicare la penale e per revocare d’ufficio l’incarico professionale e la restituzione delle somme già erogate. Da parte sua il Consiglio comunale, che è organo di controllo ed indirizzo, si gira dall’altro lato per non vedere. Sperando sempre che i “santi in paradiso” coprano tutto con la famosa foglia di fico (o di acacia, se si vuole). Nel frattempo il diritto urbanistico sul PRG è demandato a chi detiene le sue due versioni: con una e con due firme di progettisti.

                           
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