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Il 27 settembre ricorre il 16° anniversario della scomparsa dell'on. Gaetano Gulotta
Il 27 settembre ricorre il 16° anniversario della scomparsa dell'on. Gaetano Gulotta
Il 27 settembre ricorre il 16° anniversario della scomparsa dell'on. Gaetano Gulotta admin
admin - giovedì, 26 settembre, 2013
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di Nino Gulotta

Il venti Settembre scorso ricorreva l'ottantanovesimo compleanno dell'Onorevole Dottore Gaetano Gulotta e il ventisette dello stesso mese il sedicesimo anniversario della sua scomparsa. Più volte consigliere comunale e Sindaco di  Santa Margherita, il dottore Gulotta è stato certamente una figura di primo piano nella città del Gattopardo. Medico, specialista in malattie dell'apparato respiratorio e di medicina generale, il suo primo ruolo nelle istituzioni  lo ha svolto proprio in funzione della sua professione, ricoprendo giovanissimo la carica di Presidente dell'ordine dei medici di Palermo. La sua passione per i libri e per la storia lo portarono presto ad abbracciare l'deale socialista che divenne subito una sua fede che lo accompagnò per  per tutta la sua vita. Questa sua convinzione, fondata sulla solidarietà, sull'altruismo senza chiedere nulla in cambio, fu la sua meta e il suo stile di vita, nella sua professione e nella politica. Dopo avere rifiutato tessere di altri partiti con facili e più veloci percorsi politici, decise di avere un ruolo nelle istituzioni da socialista riformista.

Furono anni di studio, di conoscenze approfondite, di legami con personaggi che furono determinanti nel suo viaggio. Per il suo carattere forte, per la sua capacità professionale, per la sua intransigente fede politica, fu subito stimato da tutti i suoi compagni  della Sicilia e della federazione di Agrigento, con i quali prestissimo si instaurò un rapporto di amicizia sincera che mai venne meno.

L'amore per Santa Margherita e i  ricordi d'infanzia, lo portarono a intraprendere politica attiva in paese, accompagnato da una eccelsa attività professionale che non ha avuto eguali.

Diventò Sindaco di Santa Margherita, mantenne la carica di consigliere comunale e capo dei socialisti per un quarantennio. La sua sala medica fu meta non solo di pazienti ammalati bisognosi di cure, senza mai un compenso da lui richiesto, con visite accurate e precise, con ricoveri in cliniche all'avanguardi a spese sue, ma anche luogo di incontri per chiedere aiuto e consigli. Il suo carattere e il suo altruismo non gli permise mai di chiudere la porta in faccia a nessuno, non facendo mai distinzione di militanza politica con chiunque.

Affrontò con decisione e pragmatismo la triste vicenda del terremoto del '68, non risparmiandosi neanche un attimo. Poi, l'elezioni regionali del 1971, la sua elezione a deputato regionale, nella corrente che faceva capo all'Onorevole Salvatore Lauricella, suo grande amico, la carica di Assessore regionale alla Sanità dove diede prova della sua politica riformista, aprendo e finanziando guardie mediche, ospedali, reparti  di chirurgia d'urgenza al Policlinico di Palermo, a Catania e in altre località.

Da deputato non si dimenticò mai del suo paese e della condizione dei suoi cittadini nelle baracche, presentando interrogazioni, lettere, proposte. Dopo la segreteria Nenni, del quale fu un amico, abbracciò con convinzione la politica riformista di Bettino Craxi.

Il contatto perenne con il suo territorio lo portò a ricoprire anche la carica di Presidente dell'allora Usl n. 7 di Sciacca, dove lavorò con successo per la costruzione dell'ospedale, di cui oggi gli attuali medici e funzionari ne riconoscono la paternità.

Negli ultimi anni della sua vita dovette assistere alla distruzione e autodistruzione del PSI, il suo partito, ma non si tirò mai indietro nella costruzione di un soggetto politico che facesse riferimento a quella insostituibile storia. Credeva che fatti e eventi non potevano risolvere la questione socialista ed era sempre presente nelle riunioni tendenti a ricreare un partito socialista. Veniva chiamato per consigli e invitato ad aprire e tenere aperta una sezione in paese, sempre portata come esempio per correttezza e coerenza in tutta la Federazione di Agrigento.

Poi, la morte lo colse improvvisamente, proprio quando era sua intenzione presentarsi come sindaco per le amministrative del 1997.

Sono passati anni dalla sua scomparsa, ma noi della famiglia, riteniamo giusto ringraziare tutti coloro che in questi anni hanno manifestato affetto, vicinanza e stima per la figura dell'On. Dott. Gaetano Gulotta; ringraziamo tutti i suoi pazienti, i suoi amici per le parole sincere espresse,  gli impiegati comunali, i soci del circolo di cui era un assiduo frequentatore parlandone sempre con stima e rispetto e i cittadini tutti. Ringraziamo anche tutti i dirigenti politici dei partiti dell'allora DC e PCI-PDS, di molti dei quali è stato amico e con cui ha collaborato, che lo hanno visto avversario leale e mai nemico, per le parole di affetto, di riconoscimento per la sua indiscussa capacità nell'affrontare i nodi quotidiani di un'amministarzione pubblica e per il suo ruolo determinate nella politica attiva locale.

Che dire dei socialisti? in una piccola realtà come quella di Santa Margherita, la storia la si conosce! con assoluta verità e convinzione, si può benissimo dire che per loro l'onorevole Gulotta è stato un padre. Non si è mai tirato indietro ad ogni loro richiesta di aiuto, posti di lavoro al Comune, alla Provincia, vigili urbani, negli ospedali, nelle banche, sempre pronto a mettere la mani in tasca per pagare mutui ed estintinguerli, case spignorate, maestri di scuola pagati per fare ripetizioni per entrare al Comune, qualsiasi cosa. E tutto questo senza chiedere mai nulla in cambio.  Ha dovuto assistere, purtroppo, durante la sua malattia all'assordante silenzio di una benchè minima telefonata da parte loro, avendo notizie, invece, che della sua sofferenza c'era chi tra questi specie di "signori, signore e signorine" non era dispiaciuto per nulla di tale suo stato. In più, riunioni e incontri risibili e inconcludenti all'insegna del "nuovismo" organizzate solo per estromettere qualcuno dei "vecchi" e quel "vecchio" dal quale hanno ricevuto tutto. Per alcuni di loro, noi come famiglia, non nutriamo alcun odio o rancore, ma solo disprezzo e il rammarico di sapere che l'Onorevole Dottore Gaetano Gulotta ha dato tutto quello che poteva dare, di quello che si sa e di quello che non si sa, a chi certamente non lo meritava.

                           
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