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Quel cazzeggio sul bicchiere mezzo vuoto che può far male a via Collegio
Quel cazzeggio sul bicchiere mezzo vuoto che può far male a via Collegio
Quel cazzeggio sul bicchiere mezzo vuoto che può far male a via Collegio  admin
admin - lunedì, 10 giugno, 2013
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"Il sonno, caro Chevalley, il sonno è ciò che i Siciliani vogliono, ed essi odieranno sempre chi li vorrà svegliare, sia pure per portar loro i più bei regali; e, sia detto fra noi, ho i miei forti dubbi che il nuovo regno abbia molti regali per noi nel bagaglio.”

Non sappiamo se Beppe Grillo avesse in mente queste parole quando ha citato il Gattopardo nel suo comizio di Menfi, ma siamo certi che il capogruppo consiliare di maggioranza, Baldo Portolano, ed il giovane consigliere comunale, Roberto Marino, costretto a fargli eco, sono Siciliani nell’eccezione tratteggiata da Tomasi di Lampedusa.

Pur di non svegliarsi dal loro secolare torpore, i due più reattivi consiglieri comunali margheritesi fanno finta di confondere il termine “via” (nel senso di via Collegio) con il termine “casa” (nel senso di casa Sedàra). Ognuno si crea il proprio dito dietro cui nascondere le proprie lacune di conoscenza,

Lo spunto, però, offre l’occasione per sollevare una questione importante: la “via Collegio” di Santa Margherita è chiusa al traffico da diversi lustri e nessuno muove un dito per superare la “provvisorietà”. Ed i due punti di riferimento della maggioranza consiliare cosa fanno: cazzeggiano. Beati nella loro ignoranza (nel senso che ignorano) non sanno di aver messo il dito sulla piaga. Perché c’è una sostanziale differenza urbanistica tra “via” (nel senso di opere di urbanizzazione) e “casa” (nel senso di edilizia privata).

Si sa i politici non necessariamente devono essere eruditi sulle questioni gestionali, e così il regolamento prevede che i consiglieri comunali possono chiedere ai dirigenti chiarimenti scritti sulle varie problematiche. Il giovane consigliere che studia da sindaco ha preferito rivolgersi a L’Araldo (e gliene siamo affettuosamente grati) per avere chiarimenti sulla storica “via Collegio” piuttosto che attivare le procedure burocratiche previste da statuto e regolamenti comunali. Il “re dell’aria fritta” invece ha preferito, come suo solito, non affrontare la questione e, rispolverando il suo miglior repertorio, ha lanciato i suoi oscuri messaggi agli amici degli amici: casa, proprietà, azioni amministrative. Che pochezza. Che tristezza.

Lasciamo perdere il cazzeggio, comunque, e forniamo i chiarimenti richiesti da Roberto Marino. Anche perché pare in buona fede quando fa intendere di non conoscere la questione, altrimenti avrebbe sfoggiato le stesse conoscenze tecniche mostrate per il centro polivalente per gli immigrati.

Andiamo con ordine. Una determina dirigenziale del 13 dicembre scorso ricorda, anche ai giovani amministratori, che la “via Collegio” è stata interessata da lavori. Lavori che, malgrado ultimati da parecchi anni, pare che non siano ancora collaudati. Vai a sapere il perché. Un altro finanziamento di € 1.396.000 potrebbe arrivare dalla linea di intervento 3.1.3.2. per i lavori di completamento.

A luglio, poi, come hanno ricordato l’ing. Aurelio Lovoy e l’arch. Michele Milici, lo strumento urbanistico che interessa la “via Collegio” diventa inefficace (come è già diventato inefficace il piano industriale di contrada Gulfa) e ciò potrebbe vanificare il probabile finanziamento di oltre un milione di euro. Casa Sedàra, come potrà spiegare l’assessore all’urbanistica del Comune, non ne risentirebbe, i lavori di completamento delle opere di urbanizzazione invece potrebbero andare ad allungare l’elenco delle incompiute margheritesi per perdita del finanziamento.

Questo il quadro burocratico della situazione. Fermo restando che il divieto di accesso è, e resta, una barzelletta. Visto che se dovesse essere rispettato non si capisce come farebbero i proprietari ad utilizzare i loro fabbricati visto che l’unica strada di accesso è la via Collegio.

L’altra questione riguarda la situazione di pericolo che si è venuta a creare e che ha imposto le transenne, la spaccatura del paese in due, il disagio agli agricoltori che abitano nel quartiere San Michele. Le transenne, si sa, sono apprestamenti provvisori: tolto il pericolo vanno rimosse. I due consiglieri comunali: Portolano e Marino, non hanno chiarito a che punto è il progetto di messa in sicurezza necessario per rimuovere le transenne. Viene da dedurre che nessuno sta provvedendo (altro regalo nel bagaglio, di gattopardiana memoria?). E, quindi, perché avrebbe torto Grillo se intendeva riferirsi al sonno come a “ciò che i Siciliani vogliono” e che li porta ad odiare “sempre chi li vorrà svegliare”.

Che fatica polemizzare con gente che ignora e non studia. Ad ogni modo: buonanotte.

 

 

                           
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