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S. Margherita: ecco cosa succede quando negli studi per diventare sindaco si saltano alcuni capitoli
S. Margherita: ecco cosa succede quando negli studi per diventare sindaco si saltano alcuni capitoli
S. Margherita: ecco cosa succede quando negli studi per diventare sindaco si saltano alcuni capitoli admin
admin - domenica, 12 maggio, 2013
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E’ probabile che il consigliere comunale Roberto Marino, durante i suoi studi per prossimo sindaco, abbia saltato un paio di capitoli del testo: quello sui “Media” e quello su “Stare con i piedi per terra”.

Andiamo con ordine. Con modo accattivante, simpatico ed ironico, il bravo consigliere comunale Roberto Marino, è intervenuto nella polemica avviata da L’Araldo sulla seduta del consiglio comunale del 29 aprile scorso.

Nella foga di entrare nella mischia, il bravo Roberto non deve avere avuto il tempo di dare una ripassata al capitolo sui “Media” del testo “Ecco come si diventa sindaco”, che ha saltato per accelerare i tempi.

Fuori da metafora: per i giornali una notizia di cronaca è cosa diversa da un commento. Il simpaticone consigliere Marino accusa un “commento” de L’Araldo di non avere i crismi di un “articolo”. L’intervento di Roberto è basato tutto sul “non sense”: dire una cosa e pensarne un’altra. Il bravissimo consigliere comunale Roberto Marino, sa benissimo che quanto deliberato la sera del 29 aprile non è notizia. Lo prova che nessun giornale ne ha parlato (tranne L’Araldo in riferimento alla semplificazione del rilascio di alcuni tipi di concessione edilizia) e lo prova che la stessa Amministrazione comunale non ha diramato nessun comunicato stampa, come è solita fare in presenza di notizie.

Ma anche quello del consigliere comunale Roberto Marino è un “commento”, e quindi non deve sottostare alla regola della “5 W” che attiene all’articolo di cronaca.

Resta fermo, però, che nei commenti bisogna seguire una logica. E Roberto questo non lo fa. Parla di una “divergenza di pensiero” tra i consiglieri di maggioranza e L’Araldo, ma non dice da dove lo ha desunto. La “filosofia del non senso” sta proprio in questo: affermare un “non senso” e su questo costruire, in maniera logica, tutto un ragionamento. Che risulterà logico ma la conclusione sarà, appunto, priva di senso.

Riferisce il bravo consigliere comunale Roberto Marino “che dopo oltre 40 anni si potrà definitivamente definire tutte le pratiche insolute del capitolo ricostruzione”, ma dimentica di riferire che le procedure avviate sembrerebbero partire – inspiegabilmente – dal 1987. Come mai dal 1987 e non dal 1978? Il consigliere Marino, nel suo commento non lo dice, e non è tenuto a farlo. Come non dice perché la commissione ex art. 5 L. 178/76 da parecchi mesi è ferma. Avrebbe dovuto sollevare la questione in seno al consiglio comunale, nelle vesti di consigliere comunale, ma non lo ha fatto. Questa è cronaca. Che non ha trovato spazio nel “commento” de L’Araldo.

Nella sua veste di “commentatore”, al consigliere comunale Roberto Marino è sfuggita, poi, una questione importante: l’atto di indirizzo è un’azione autonoma con la quale il consiglio comunale prova ad imporre una determinata azione amministrativa all’organo di governo che non ne vuol sentire parlare, ovvero è un “obbedisco” alle disposizioni del sindaco che chiede che gli venga dato quel determinato indirizzo? Viene in mente quella battuta, che circola tra i cronisti, dove l’intervistato chiede al giornalista: “la prego mi faccia una domanda cattiva, se ne pensano che siamo compari”.

Ovviamente il bravo consigliere Roberto Marino la risposta giusta, alla questione sopra sollevata, la conosce bene, come si evince dal post del 2 maggio. Ma nel “commento” con la quale ha risposto, polemicamente, alle considerazioni de L’Araldo ha fatto finta di sbagliare. Grande qualità per un politico in carriera.

Per la sua difesa d’ufficio dei consiglieri comunali Baldo Portolano e Gaspare Viola, non poteva andare tanto per il sottile.

A proposito: per un ”atto di indirizzo” per approvare la “convenzione tipo” che farebbe risparmiare i margheritesi al momento del rilascio della concessione edilizia, bisogna aspettare “l’imbeccata” del sindaco (o del capo dell’UTC), o – regolamenti alla mano – il consiglio può fare autonomamente.

Un abbraccio affettuoso al futuro candidato sindaco.

Joseph Cacioppo

                           
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