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Il SS Crocifisso venerato anche dai margheritesi d'America
Il SS Crocifisso venerato anche dai margheritesi d'America
Il SS Crocifisso venerato anche dai margheritesi d'America admin
admin - martedì, 7 maggio, 2013
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di Gaspare Pipitone
Nella storia dell'immigrazione Usa,  la Comunità italiana per tanti decenni è stata la più numerosa, la più ricercata per la sua alta potenzialità lavorativa e senso di famiglia.
Fattori per nulla trascurabili in uno Stato che si costruiva giorno dopo giorno grazie alle braccia e agli ideali di tanti altri popoli, i quali per migliorare se stessi erano stati costretti ad emigrare per terre "sconosciute". Parola questa che oggi , magari, può far sorridere. Ma non cento anni fà.
Una marea di gente che è partita alla buona, con un unico sogno: quello di un futuro migliore per se e per i propri figli. Senza mai escludere la possibilità di poter ritornare al paese di origine, dove aveva lasciato tutto, eccetto i sogni di un futuro migliore.
La Sicilia da sempre si è dissanguata facendo partire le forze migliori, quelli che avevano voglia di fare, quelli che ai sogni, facile rifugio dei deboli, aggiungevano la rabbia e tanto coraggio. Partire per terre di cui non si conoscevano la lingua, usi e costumi non è di tutti, ma dei più coraggiosi.
Interi paesi del palermitano, del trapanese e dell'agrigentino, giusto per restare a casa nostra, in tanti decenni hanno visto partire migliaia di persone. Treni stracolmi per il nord.
I porti di Palermo, Napoli e Genova sono stati  lavati dai pianti di quelli che partivano e dai familiari che restavano. Peccato che questa non è solo poesia, ma una dolorosa pagina di storia delle nostre provincie siciliane.
Nei paesi di arrivo si costruivano subito nuovi relazioni, si cercavano i "paesani" con cui parlare e condividere tutto. Le piccole o grande cose lasciate indietro diventavano giganti e attorno ad essi si costruiva  una nuova vita, un nuovo mondo utile a superare le tante difficoltà di una nuova vita.
E in tutti i cuori  restava e si ingigantiva a dismisura il ricordo di una strada, una statua, una fontana gocciolante un filo di acqua, una chiesetta o una piazzetta particolarmente cara.
Per quanti hanno lasciato Santa Margherita di Belice, la festa dell SS Crocifisso, la festa per eccellenza del tre di maggio, ha riempito in pieno il vuoto che si pensava incolmabile e ha inoltre aiutato a tenere vivi i contatti e i legami affettivi con il Paese. Negli ultimi decenni, e specialmente dall'estate del 1986, quando il Comitato Festa del SS Crocifisso, guidato da padre Catanzaro, ha donato al Circolo dei Margheritesi di New York una copia del Crocifisso che si venera in paese, i Margheritesi di New York hanno ritrovato parte di quello che mancava loro. 
Attorno al Crocifisso, i "margheritesi d'America" hanno quasi avvitato il loro mondo e hanno creato diverse iniziative.
Per tutte si segnala la Santa Messa Solenne, con la relativa  precessione annuale per le strade di Ridgewood, a cui partecipa una grande folla e a cui spesso ha partecipato anche il rappresentante del Vaticano alle Nazioni Unite o il Vescovo della Diocesi di Brooklyn e Queens. Ogni secondo giovedi del mese, poi, il gruppo femminile organizza la recita del SS Rosario e, nella settimana che precede la festa del tre maggio, anche la recita in dialetto del Rosario del Crocifisso
La devozione al Crocifisso ha rappresentato, così, quel collante grazie al quale è cresciuta,  e continua a crescere, la Comunità margheritese dello Stato di New York.
La festa del SS. Crocifisso è diventata anche motivo di incontro tra paesani che vivono in località lontane e che, senza questa occasione, perderebbero i contatti.
Oggi la statua del SS. Crocifisso, arrivata dal paese di origine, troneggia dentro una cappella di legno pregiato e viene portata regolarmente in processione, il più delle volte nelle mani del presidente di turno del Circolo o del Chairman della festa, mentre una statua a grandezza naturale viene portata a spalla dal comitato della festa e dai devoti. Una processione che si snoda annualmenete, esattamente ogni prima domenica di maggio, per le lunghe vie del guartiere, accompagnata dalla banda misicale e dai canti dei fedeli.
Il Circolo di Santa Margherita di Belice, che quest'anno celebra il centenario dalla nascita,  oggi è uno dei più famosi dello Stato di New York, per numero dei membri e perchè  ha sempre vantato un rispettabile numero di seri e stimati professionisti.
Numerose sono le atività  che periodicamente vengono celebrate in rispetto delle tradizioni portate dal paese di origine, quali  la tavolata in onore di San Giuseppe con diecine di "pietanze" e i famosi pani che tradizionalmente arriccchiscono l'altare. Appuntamento che viene rispettato da tutti è anche l'annuale pic nic in uno dei Park di Long Island, che vede riunite intere famiglie.

                           
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