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Intervista a Franco Santoro, sindaco uscente di S. Margherita di Belice
Intervista a Franco Santoro, sindaco uscente di S. Margherita di Belice
 Intervista a Franco Santoro, sindaco uscente di S. Margherita di Belice admin
admin - domenica, 1 aprile, 2012
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Franco Santoro non si ricandida. Cinque anni fa, con la lista “Uniti per Santa Margherita di Belice” ha “battuto” sia Giorgio Mangiaracina, sindaco uscente, che Francesco Valenti. Il tam tam cittadino lo dava per favorito. E gli esiti delle urne hanno confermato i pronostici. Con una lunga esperienza politica e sindacale alle spalle, Franco Santoro si è subito calato nei panni di primo cittadino.

A quando risale la sua passione per la politica?

“Mi sono affacciato alla politica fin da giovanissimo. A venti anni, dopo avere militato nella sinistra giovanile, ho iniziato a muovere i primi passi nel partito comunista italiano. Successivamente, sono stato consigliere provinciale e componente del collegio di amministrazione dell’allora U.S.L. n.7 di Sciacca. Come sindacalista sono stato responsabile regionale degli impiegati agricoli e dei consorzi agricoli, prima con il sindacato Confederdia e poi con la CGIL”.

Quali sono i suoi hobby, i suoi passatempi?

“Sono solito leggere i quotidiani. In televisione seguo i programmi di cultura, di attualità e i documentari che trattano argomenti scientifici. Ogni tanto trovo il tempo per un saggio o un libro di Camilleri. A causa dei tanti impegni il tempo libero, però, è davvero poco. Una cosa a cui non rinuncio è la frequentazione del circolo: Belluno prima, e degli Operai adesso. Per il resto amo trascorrere i momenti liberi  assieme alla mia famiglia”.

Nel suo intervento di ringraziamento ha dedicato la vittoria al SS. Crocifisso e alla Madonna. Come mai?

“Perchè ci possano dare quella serenità e far avere quel rispetto della cosa pubblica necessario a servire l’intera cittadinanza, ed in particolare le fasce più deboli: diversamente abili, anziani, disoccupati, monoreddito. E coerentemente, come primo atto deliberativo adottato dalla giunta, abbiamo revocato la delibera con la quale la giunta Mangiaracina destinava dei fondi per l’organizzazione di corsi di formazione togliendoli dal capitolo destinato ai disabili ed alle categorie più deboli”.

Santa Margherita di Belice è conosciuta per il Parco culturale del Gattopardo, per il SS. Crocifisso, per il suo vino e per i fichidindia. Quali sono, in maniera molto sintetica, i suoi programmi in tal senso?

“Premetto che alcune manifestazioni sono risultate fumose e poco concrete nel processo di rilancio socio–economico e culturale del nostro paese. Qualcosa di positivo c’è, anche se alcune cose vanno riviste e rimodulate. Per il rilancio del Parco  culturale del Gattopardo vogliamo puntare su iniziative durature e di interesse collettivo e non concentrate in singole serate per il godimento solo di alcune fasce sociali. Le manifestazioni devono avere ricadute economiche e occupazionali. Incentiveremo i contatti e gli incontri con gli operatori turistici per fare aumentare considerevolmente le presenze turistiche. Riallacceremo dei proficui rapporti di collaborazione ed economici con Palma di Montechiaro e Palermo, le altre due città facenti parte, assieme al nostro Comune, del Parco del Gattopardo. Un modo per trovare sinergie al fine di accrescere la notorietà e il prestigio delle manifestazioni legate al Gattopardo.

La festa del SS. Crocifisso deve essere, oltre che un momento religioso, anche un occasione di aggregazione e di coinvolgimento per l’intera cittadinanza. L’amministrazione comunale non si deve limitare alla concessione di contributi per l’organizzazione della festa, ma deve diventare soggetto proponente di iniziative di una certa rilevanza.

Cercheremo di rilanciare il comparto agricolo, legato principalmente alla viticoltura e al fichidindieto, attuando iniziative di promozione e reperendo risorse economiche. Porremmo fine al precario e improvvisato mercato dei fichidindia che, ogni anno, si svolge nella località Cannitello. Allestiremo uno spazio mercato, all’ingresso di Porta Nuova, dotandolo delle infrastrutture necessarie per facilitare e rendere più dignitosa la vendita dei fichidindia degli agricoltori locali. Per la prima volta nel nostro comune sarà costituito un ufficio per l’agricoltura che darà il necessario supporto informativo sull’intero comparto agricolo”.      

In un suo intervento pubblico, dopo l’elezione a sindaco, ha affermato: “Abbiamo voluto la bicicletta, i cittadini margheritesi c’è l’anno consegnata e adesso ci tocca pedalare”. Qual’ è il vostro traguardo?

“Completare la fase della ricostruzione e realizzare le opere di urbanizzazione. Approvare il piano regolatore, migliorare la viabilità rurale e attivarci per aumentare la superficie irrigua del territorio comunale attraverso il suo inserimento nel progetto che riconduce alla diga Garcia. Attiveremo la consulta giovanile e terremo conto delle indicazioni e delle proposte dei giovani.

Chiederemo, in base ad una norma regionale e con i fondi della Comunità Europea e della Regione Sicilia, di rilevare le aziende dismesse del nostro territorio: fungaia, porcilaia, caseificio. Strutture produttive che devono essere ripristinate, riavviate e destinate a società giovanili per trasformarsi in occasioni di lavoro e di rilancio economico”.

Un percorso impegnativo, dove e quando si riposerà?

“Pedalando, pedalando, ci faremo le gambe e terremo duro anche in salita. Nei momenti di pausa per rilassarmi preferisco la campagna. In estate con la mia famiglia mi reco a Porto Palo”.

Un messaggio finale?

“Il mio auspicio e che si possa pedalare tutti assieme. Amministratori, impiegati e l’intera cittadinanza dobbiamo avere un unico obiettivo: contribuire ad avere un paese più vivibile e proteso verso un futuro migliore. Ci impegneremo nell’attuare il programma amministrativo che guarda all’esclusivo interesse dell’intera cittadinanza. Daremo ascolto a tutti i cittadini. Ho promesso che sarò il sindaco di tutti e manterrò il mio impegno”.

La mezzora di tempo che il sindaco aveva a disposizione per l’intervista all’Araldo è passata da tempo. La cena si sarà raffreddata. Franco Santoro con gentilezza ci accompagna alla porta non smettendo di spiegare i progetti che ha in mente. Si ripromette di intervenire periodicamente sulle pagine del nostro mensile per spiegare i progetti in itinere, gli obiettivi perseguiti e le difficoltà incontrate.

                           
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