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Elezioni 2012. Ecco come riprendere la strada giusta
Elezioni 2012. Ecco come riprendere la strada giusta
 Elezioni 2012. Ecco come riprendere la strada giusta admin
admin - sabato, 17 marzo, 2012
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Riceviamo e pubblichiamo

Questo articolo vuole essere una risposta a quanti, da diversi schieramenti, mi chiedono di “scendere in campo” e di dare anch’io un contributo alla Politica locale. In un comune come Santa Margherita di Belice, distrutto dal sisma del ’68, questi due verbi, demolire e ricostruire, ma soprattutto la propedeuticità del primo rispetto al secondo, dovrebbero essere già conosciuti e far parte del modo logico di procedere di fronte allo sconvolgimento dell’architettura e degli insediamenti umani distrutti dal terremoto. In altre parole, non c’è bisogno di essere architetti e ingegneri per capire che per ricostruire una casa distrutta dal terremoto è necessario preventivamente demolire il rudere che ne è rimasto, per poi con criteri antisismici ricostruire un edificio che rispetti la cultura locale e le volontà/necessità del committente. Ebbene, prima di fare delle proposte e prima di esprimermi circa la possibilità di partecipare in modo più attivo alla competizione elettorale, vorrei esprimere dei giudizi politico-amministrativi, da libero cittadino, quale mi sento, sulle “acque inquinate” della politica locale.

Osservando gli attori della politica locale che si sono avvicendati alla guida del nostro comune nell’arco di diversi anni, ma soprattutto osservando quello che sta’ accadendo in questa fase di preparazione delle liste che si confronteranno alle elezioni amministrative di maggio 2012, non posso fare a meno di parlare della “fauna” politica locale (consiglieri, assessori, sindaci, sostenitori occasionali dei primi tre), che ha ridotto la Politica di Santa Margherita ad un rudere che ha bisogno preventivamente di essere demolito se si vuole veramente ricostruirlo su basi antisismiche.  Se il torrente della politica locale è inquinato e se rimaniamo alla foce o all’estuario, come in tanti stanno facendo, vedremo solamente gli effetti e non le cause di tale inquinamento; mentre è chiaro a tutti che bisogna andare alla fonte, alle origini del torrente, per individuarne le cause. Ed è di quelle che vorrei parlare prima di fare proposte e indicare possibili soluzioni.

Naturalmente fra i miei compaesani vedo tante persone di sani principi (altrimenti non avrei neanche osato scrivere), ma nell’attuale fauna politica locale (distribuiti a macchia di leopardo fra consiglieri, assessori, sindaci, sostenitori occasionali dei primi tre, potenziali candidati, gruppi e grupponi che continuano imperterriti a cercare prima il sindaco ideale e poi i suoi sostenitori) intravedo:

  • ·       Camaleonti, che cambiano colore politico e opinioni come se niente fosse;
  • ·       Struzzi, che di fronte ai problemi scottanti e reali della collettività locale, preferiscono mettere la testa sotto la sabbia;
  • ·       Galli, incapaci di stare nello stesso pollaio con altri galli, e che ci costringono ad aspettare una loro lotta tutta personale per individuare quale sarà il gallo dominante. Ai cittadini margheritesi, che, sempre più numerosi, non riescono ad arrivare a fine mese, cosa volete che gliene freghi di queste stupide lotte;
  • ·       Pecore, incapaci di distinguersi dal gregge belante, quando c’è da votare qualcosa in consiglio comunale;
  • ·       Bovini, che si accontentano del foraggio (briciole!) che gli viene dato per stare buoni in un recinto mentre i più scaltri scorazzano verso pascoli più ricchi;
  • ·       Bradipi  (assessori e consiglieri) che ci mettono anche 2-3-4 anni per capire che non vanno d’accordo con un sindaco o con una compagine amministrativa, e, tardivamente, se ne allontanano come fanno i topi che scappano dalla nave quando questa sta’ per affondare.

Fin qua, in tanti saranno d’accordo, forse, ma altrettanti mi potrebbero accusare di populismo e qualunquismo. Veniamo allora alle proposte, che provo a sintetizzare in quattro punti saldi:

1)  Ricambio o sostituzione  (che sia quanta più radicale possibile) dell’attuale fauna politica locale, già elencata.

2) Squadra.Non è la scelta di un buon sindaco che potrà fare cambiare le cose in questo Comune; può darsi che S. Margherita abbia avuto in passato (non ricordo quando) qualche buon sindaco; ma, un buon sindaco circondato da “volponi” (ho dimenticato di inserirli nella “fauna” politica locale) ai quali ha promesso mari e monti, cariche e incarichi, è come un atleta velocista che si presenta ingessato per correre alle Olimpiadi.  Ciò che serve a S. Margherita, a mio avviso, è una buona squadra di persone “nuove”, preparate (non è sempre necessaria la laurea per avere il buon senso del padre di famiglia e un po’ di onestà), disposte a lavorare in gruppo (leggetevi il libro “La forza del gruppo” del giudice Vella) ed in team non solo con gli altri assessori, ma anche con consiglieri comunali e cittadini  (liberi cittadini) che finalmente partecipano alle scelte amministrative nell’arco di tutti e cinque gli anni. All’interno di una squadra così formata, sarà quasi ininfluente il fatto che a fare il sindaco sia una persona che rappresenta una corrente politica piuttosto che un’altra, perché le scelte amministrative, a quel punto, saranno: condivise, senza ricatto, consapevolmente, da tutti, condividendone oneri e onori.

3)  Come scegliere la squadra? Intanto, non è mai troppo tardi; a mia memoria le liste definitive dei consiglieri, del sindaco e degli assessori, si sono spesso decise anche la notte prima della scadenza. Quindi, cominciamo da subito con il cercare, ciascun cittadino, per conto suo o in gruppi “non manovrabili”, a individuare fra conoscenti, amici e parenti, quegli elementi che non hanno mai ricoperto cariche di sindaco, né di assessore né di consigliere, né hanno partecipato al banchetto della spartizione delle consulenze inutili e/o clientelari e che abbiano un minimo di intelligenza,  di moralità e di talento. Incoraggiamoli a “farsi avanti” per la costruzione di una nuova compagine amministrativa che metta finalmente in minoranza quella fauna politica locale di cui parlavo. Di chiacchiere se ne possono fare tante, ma fino a quando la scena politica è cavalcata dai “soliti noti dal pedigree equivoco”, state certi che verranno scelti sindaci “ingessati” e fra cinque anni ci ritroveremo a discutere degli stessi problemi locali. Un punto di partenza, e non certo di arrivo, potrebbe essere la prossima assemblea che qualche altro gruppo organizzerà prima dello scadere dei termini di presentazione delle liste. So che il gruppo Santa Margherita Bene Comune ne sta’ organizzando una a breve scadenza e mi piacerebbe che in quella sede si parlasse prioritariamente di scelta della squadra e solo successivamente di scelta del sindaco. Per quanto detto, va da sé che in quella sede i potenziali sindaci e tutta la fauna dovrebbero comportarsi non da “capicordata”, non da attori ma da spettatori e renderebbero un grande servizio alla collettività se sapessero stimolare i liberi cittadini e non i soliti “capicordata”, a partecipare alla vita politica locale. Per sollecitare la partecipazione della cosiddetta “quota rosa”, cioè delle donne a S. Margherita, inviterei donne come Anna Carmen Armato (che non conosco personalmente ma che ho molto apprezzato per un suo articolo apparso sul Movimento il 27/09/2011 http://ilmovimento.altervista.org/2011/09/27/uscite-dalle-cucine-e-dalle-chiese-care-margheritesi/).

Questa successione temporale delle due scelte (prima la squadra, poi il sindaco) ritengo sia essenziale per non creare altri sindaci “ingessati”. O meglio, per scegliere sindaci ingessati, si, ma non dai “volponi”, ma dalla volontà della parte più sana del popolo margheritese, quella che quotidianamente cerca soluzioni ai problemi locali.

4)  Già . . . . I problemi locali, . . .

  • ·       quelli reali, seri, concreti,
  • ·       quelli sui quali nessuno vuole prendere posizione prima delle elezioni,
  • ·       quelli che abbiamo cominciato a leggere dalle pagine de L’Araldo e del Movimento,
  • ·       quei problemi dei quali la maggioranza dell’elettorato attivo vorrebbe che si discutesse
  • ·       problemi vecchi, annosi, ma anche quelli nuovi, quelli che tutti i Comuni d’Italia si troveranno da domani ad affrontare, considerando l’attuale volontà del Governo nazionale di scaricare i costi della crisi proprio sui Comuni e sugli Enti territoriali.

Vorrei chiudere questo mio intervento citando due massime che in questi giorni mi riecheggiano nella mente e che vorrei portare all’attenzione di quei cittadini ancora indecisi, come me, se occuparsi in prima persona di Politica:

1)    Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui” (Ezra Pound).

2)    Chi non si occupa di politica, ha già preso quella decisione politica che voleva risparmiarsi: serve il partito al potere”  (M. Frish - Dal libro di Mario Capanna: SPERANZE – Giovani, etica, politica).

Grazie per l’ospitalità.

Michele Cipolla

                           
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