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Montevago, ancora cattedrali nel deserto. A spese dei cittadini
Montevago, ancora cattedrali nel deserto. A spese dei cittadini
Montevago, ancora cattedrali nel deserto. A spese dei cittadini admin
admin - domenica, 11 marzo, 2012
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Riceviamo e pubblichiamo

La crisi sta mettendo duramente alla prova il “sistema-Montevago”. Si riduce il peso del settore ricostruzione, l’agricoltura è in evidenti difficoltà. Sarebbe di vitale importanza, in questo momento storico, trovare nuove proposte concrete di crescita e di rilancio della nostra economia, che non può porsi al di sopra delle regole!

A monte di tutto c’è la volontà politica, quella che indirizza e quella che delibera le scelte da fare.

A Montevago la volontà politica di chi ci amministra ha scelto di realizzare un’area artigianale (vedi tra l’altro la determina, settore servizi tecnici, n.7 del 12/01/2012).

A mio parere questa è un’opera che dovevano realizzare, almeno, negli anni ottanta (visto che questi stessi “signori“ amministrano da più di trenta anni), anni in cui il potenziale di sviluppo dell’area artigianale, sarebbe stato garantito dalla necessità di produrre beni per la costruzione delle nostre case prima e l’arredo dopo.

Ritengo che la realizzazione di quest’opera, sarà l’ennesima cattedrale nel deserto, che si aggiungerà alle altre di cui il Comune di Montevago ampiamente dispone.

Miei cari concittadini montevaghesi oltre il danno dobbiamo subire anche la beffa relativa agli alti costi sociali ed economici.

Per la realizzazione dell’area artigianale il Comune dovrà concorrere al costo dell’opera con un mutuo di circa quattrocento mila euro, pari al 10% del costo complessivo che è di circa quattro milioni di euro, vincolando il bilancio comunale per almeno 20 anni e negando di fatto la possibilità ai futuri amministratori di intraprendere sfide innovative e fruttuose.

L’area artigianale nascerà in un terreno agricolo, la cui espropriazione costerà 238.518,00 €, perché il terreno è di proprietà privata.

Costo di espropriazione evitabile se l’area fosse stata pubblica.

Dovete sapere che il P.R.G. (piano regolatore generale) di Montevago (adottato con delibera del c.c. n.55 del 13/05/1999 con l’amministrazione del Sen. Barrile, e approvato in data 14/04/2003, dalla prima amministrazione Impastato), per lo sviluppo economico, prevede ancora una seconda area per le attività artigianali che ricade per intero sull’area del vecchio centro soggetta al vincolo d’inedificabilità assoluta, apposto col decreto presidenziale del 30 maggio 1968.

Vincolo che questi signori amministratori, della politica che sceglie, dopo trenta anni che amministrano, non sono ancora stati capaci di far togliere.

La beffa sconcertante è che l’area artigianale in questione sarà realizzata a circa 2 chilometri dal centro urbano.

Una volta ultimati i lavori dell’area artigianale, il Comune per garantire ad esempio il metano nella stessa, dovrà redigere e farsi finanziare un progetto, il cui costo della linea di metanizzazione dal centro urbano all’area in questione sarà di circa 400.000,00 € ( circa 200,00 € al metro ).

Metanizzazione che non necessiterebbe, solo se l’area fosse costruita limitrofa al centro urbano.

Inoltre bisognerà costruire una rete fognaria, di circa 2 Km, per collegare l’area al depuratore che non c’è (poi vedremo come alle aziende verrà data l’autorizzazione allo scarico) con una stazione di pompaggio il cui costo inciderà sulle aziende.

Rete fognaria con stazione di pompaggio che non necessiterebbe, solo se l’area fosse costruita limitrofa al centro urbano.

Dunque quando io dico che è uno sbaglio costruire l’area artigianale, non è perché io sia contrario allo strumento, ma per le ragioni appena esposte di spreco e di aggravio di costi, vista la distanza dal centro urbano.

Se guardiamo ai comuni delle Terre Sicane: Santa Margherita di Belice, Menfi, Sambuca di Sicilia, ci rendiamo subito conto che le loro aree artigianali non solo sono state realizzate da almeno 10 anni, ma sono state tutte costruite in aree pubbliche e limitrofe al centro abitato.

Sapete qual è l’unico problema che hanno i sindaci di questi comuni? Con la crisi in atto, nessun imprenditore vuole investire in quelle aree, vedendosi lievitare i costi di gestione, che poi incidono, sul bilancio comunale. In un dibattito svoltosi l’estate scorsa a Montevago, in cui erano presenti tutti i sindaci delle Terre Sicane emblematica è stata la richiesta al presidente della regione Lombardo da parte del sindaco di Sambuca di Sicilia che lo invitava a trovare e stimolare imprenditori affinché investissero nel suo comune.

Eclatanti sono state pure le iniziative, ampiamente diffuse dagli organi di stampa, in questi anni, del sindaco di Santa Margherita di Belice che invitava gli imprenditori ad investire nell’ area artigianale comunale, che dispone ancora a tutt’oggi di 18 lotti vuoti su 20.

Iniziative cadute nel vuoto, per la mancanza di investitori. E ancora lascia l’amaro in bocca assistere come, per colpa della crisi, in questi anni parecchie aziende hanno chiuso le loro attività realizzate nell’area artigianale del comune di Menfi, con evidenti ripercussioni economiche e sociali.

Detto ciò, invito il sindaco Impastato a riflettere su quanto da me descritto e “rivedere” di fatto la realizzazione dell’area artigianale a Montevago, di certo non credo che ciò pregiudichi la nascita di eventuali iniziative, da parte di cittadini residenti.
Quali interessi si nascondono dietro la volontà di realizzare l’area?

Anche perché l’interesse collettivo viene meno, visto che a circa due 2 Km abbiamo l’area artigianale di Santa Margherita di Belice e a seguire quella di Menfi a 12 Km e Sambuca di Sicilia a 15 Km.

Capisco che recedere oggi dai contratti già stipulati da parte del comune (committente) richiede il risarcimento degli eventuali danni nei confronti dei prestatori d’opera.

Non voglio essere ironico ma, ahimè, di danni sull’area artigianale ne abbiamo già pagati e ne pagheremo ancora, allora…

Questi danni assieme agli altri!!!

Capisco che è da pazzi in questo periodo di crisi rinunciare a spendere quattro milioni di euro per il rilancio della nostra economia.

Però come si suol dire è meglio l’uovo oggi o la gallina domani?

Seguire l’impulso e avere una soddisfazione immediata o controllarlo per ottenere benefici secondari e forse più duraturi?

Costruire oggi l’area artigianale in quel sito è, secondo me, un crimine perpetrato a danno delle future generazioni e lo ritengo frutto di trent’anni di scelte politiche sbagliate.
Signor sindaco lascio a lei e ai suoi preziosi collaboratori le azioni e….
…ai posteri l’ardua sentenza!…

 Salvatore Mauro

                           
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