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L'otto marzo di una probabile candidata consigliere comunale di S. Margherita di Belìce
L'otto marzo di una probabile candidata consigliere comunale di S. Margherita di Belìce
L'otto marzo di una probabile candidata consigliere comunale di S. Margherita di Belìce admin
admin - giovedì, 8 marzo, 2012
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Quest'anno festeggio la giornata dell'8 marzo con un sentimento diverso rispetto agli anni passati. La diversità risiede nel fatto che sono stata invitata a candidarmi per un seggio in consiglio comunale. Non era mai successo che qualcuno mi offrisse un posto in lista. Ne sono onorata. In genere le donne hanno avuto poco spazio nel civico consesso margheritese. Fiori solitari che, forse per l'esiguità, non hanno avuto la possibilità di esprimersi al meglio. Se la memoria non mi tradisce la "tradizione" si è aperta con la seconda repubblica, con Lilli Saladino, con Stefania Turano, con Lidia Maggio. Poi la "tradizione" si è interrotta. Non mi pare che nell'attuale compagine amministrativa il gentil sesso sia rappresentato. Adesso c'è un fiorire di "inviti a candidarsi" rivolto alle donne. Cosa è successo? L'evento, oltre a farmi piacere, mi ha intrigato. Mi sono informata ed ho appreso che la nuova legge elettorale impone la presenza in lista delle donne per almeno il 25%. Nonchè la presenza in giunta di una adeguata rappresentanza. Quando si ampliano le proprie conoscenze, in genere, si è felici. In questa circostanza sono rimasta amareggiata: l'invito che mi è stato rivolto, molto probabilmente, non deriva dalla mia personalità, dal mio impegno più o meno noto, dalle mie idee. No. Penso di essere stata contattata soltanto per raggiungere quel 25% richiesto dalla norma elettorale. La legge stessa, mi è stato fatto notare, è un concentrato di ipocrisia. Non si impone la presenza delle donne nel consiglio comunale, ma solo nelle liste. Ho riflettuto ed ho capito perchè nessuno mi ha invitato alle varie riunioni politiche che, stando ai resoconti de L'Araldo, si sono svolte in queste ultime settimane. Il mio ruolo è stato assimilato a quello dei tanti gruppi e gruppetti che poi, come scrive L'Araldo, dovranno essere condotti per mano a sostenere Tizio o Caio. Così, per il gioco delle parti, in spregio alla cosiddetta democrazia partecipata. Per questo ho preso tempo prima di accettare o rifiutare l'invito a candidarmi. Sarebbe bello che, proprio nel giorno che si celebra la festa internazionale della donna, i candidati sindaco promettessero che, a prescindere dal risultato elettorale, alle donne fossero riservati dei ruoli di rilievo. Che so, facendo scorrere l'elenco tra gli eletti della lista per consentire la reale "quota rosa", o impegnandosi a riservare almeno due posti di assessore a delle donne. Solo così questo 8 marzo 2012 potrebbe portare un vento di novità. Sperare non costa nulla. Anche se si resta con i piedi per terra.

Maria G.  

                           
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