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La politica margheritese dei pinco e dei apllino
La politica margheritese dei pinco e dei apllino
La politica margheritese dei pinco e dei apllino admin
admin - giovedì, 1 marzo, 2012
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Riceviamo e pubblichiamo

Mancano ormai poche settimane allo scadere della presentazione delle liste, eppure l’elettorato attivo (quello votante) e passivo (quello che si candida al voto) di S. Margherita sembra quasi totalmente intento e intontito da un esercizio aritmetico di conta di pacchetti di voti, portati da pinco o da pallino. E poco importa se, sia pinco che pallino, abbiano già dato in passato ampia prova di gestione “allegra” della cosa pubblica; poco importa ad alcuni margheritesi se pinco, in un passato recente o lontano, abbia dovuto difendersi dall’accusa di interesse privato o abuso in atti d’ufficio; poco importa se pallino, con tutta la buona volontà, non ha fatto altro che gestire l’emergenza, . . . ma non l’emergenza della collettività, bensì quella dei suoi fedelissimi, che pretendevano il mantenimento della promessa preelettorale di una “poltrona” o di un “incarico”.  Negli ultimi decenni, l’elettorato attivo di questo comune, pur sapendo che l’elettorato passivo è fisicamente e mentalmente sempre lo stesso, si è incaponito nel volere ottenere un prodotto aritmetico diverso, semplicemente cambiando l’ordine dei fattori. Cerco di spiegarmi meglio. Considerato che tre amministrazioni fa 2x3x4 dava 24, due amministrazioni fa 3x4x2 dava ancora 24, e cinque anni fa 4x3x2 dava inesorabilmente 24, oggi, gli odierni attori di questa competizione elettorale sembrano attratti dalla possibilità di dimostrare che 2x3x2x2 possa dare risultati diversi. Questi strateghi elettorali e profondi conoscitori di pacchetti di voti non hanno neanche il coraggio di chiedere ai propri figli della scuola primaria che cos’è la proprietà commutativa e dissociativa della moltiplicazione.

Cari concittadini, non è cambiando l’ordine dei fattori (leggasi candidati o elettorato passivo) che cambieremo in meglio l’amministrazione della Res Publica a Santa Margherita. Ed ora provo a spiegarmi meglio con altri “numeri”. In quasi tutti i piccoli o grandi gruppi che legittimamente aspirano a creare una compagine che possa guidare il nostro comune, oggi sono purtroppo ancora presenti l’80% (approssimazione per difetto) di politicanti con la p minuscola, più o meno riciclati o auto-riciclatisi, incapaci di anteporre il bene comune agli interessi personali; mentre, appena il 20% (approssimazione per eccesso) è rappresentato da elementi giovani e meno giovani che disperatamente vorrebbero evitare di riconsegnare le chiavi di città ai “soliti noti” dal pedigree equivoco. Ebbene, cari elettori e candidati tutti, nel nostro Comune ci sono le risorse umane per un serio ricambio amministrativo, che trasformi quel 20% in 80% e che confini quell’80% in un 20% , rendendolo così privo di potere decisionale. Ai politicanti con la p minuscola che inevitabilmente mi definiranno astratto, utopico, assente dalla scena politica locale (ma se per voi fare politica vuol dire parlare di “poltrone”, “incarichi”, “inciuci”, . . . . beh! Fate voi), rispondo che devono imparare finalmente a guardarsi intorno (loro e non io). Come ho già avuto modo di scrivere quasi un anno fa, ciascun margheritese, in cuor suo, sa che questi elementi a Santa Margherita esistono e che si dovrà cercare fra centinaia di sfiduciati e disillusi che hanno preferito indirizzare la propria intelligenza, moralità e talento in altri settori lavorativi. Nell’archivio del Blog Il Movimento, ai seguenti link:

http://ilmovimento.altervista.org/2011/06/28/libere-riflessioni-di-un-nostro-lettore-margheritese/ 

http://ilmovimento.altervista.org/2011/07/08/s-margherita-di-belice-riflettiamo-con-michele/

http://ilmovimento.altervista.org/2011/07/28/altre-libere-riflessioni-di-un-margheritese/

troverete gli articoli ai quali faccio riferimento. Oggi noto con piacere che anche L’Araldo ha dato risalto e importanza al WEB oltre che alla carta stampata, e comunque Il Movimento  e  L’Araldo sono gli unici che cercano di avanzare proposte di programmi su temi reali, peccato che di tanto in tanto cedano alla tentazione di dare spazio al pettegolezzo ed alle chiacchiere da bar, strumentali al mantenimento di quell’80% di cui sopra. Pettegolezzi e chiacchiere finiscono infatti per far pensare all’elettore margheritese <tanto sono tutti uguali>; da strumenti semplici quanto potenti d’informazione, quali vi ritengo, continuate a ridicolizzare quell’80% di cui sopra, ma, soprattutto, stimolate quel 20% ad uscire allo scoperto ed a convincerli che il ribaltamento di quella percentuale è possibile.

Michele Cipolla

                           
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