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S. Margherita: noi fummo i Gattopardi
S. Margherita: noi fummo i Gattopardi
S. Margherita: noi fummo i Gattopardi admin
admin - lunedì, 20 febbraio, 2012
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Le fredde giornate di febbraio non mi hanno fatto desistere dalle mie passeggiate solitarie. Un amarcord che non vuole allentare. La neve caduta giù come piccoli batuffoli di zucchero filato ha stuzzicato la mia curiosità. Ho percorso la salita di via Calvario, con passo lieve, assaporando l’aria pungente. Giunta accanto alla croce resto incantata nell’ammirare lo spettacolo della valle e dei monti imbiancati. Attimi di contemplazione e poi inizio la discesa. Con lo sguardo sfioro quei muri, quelle pietre solitarie, composte e tristi. Taciturne vestigia di un tempo lontano. Un luogo simbolo del sisma del ‘68. Lì tutto si è fermato! Lì i signori indiscussi sono i fantasmi del passato!  Imbocco via Collegio. Questa è una strada molto transitata da veicoli di qualsiasi tipo nonostante i divieti d’accesso. Giungo dinanzi la chiesa della Madonna delle Grazie:è doverosa una sosta. L’amore per quello che era si trasforma in disgusto per quello che è… ! Un restauro che mi impone tanti, troppi perché! Porta Nuova! Cosa resta del magnifico ed imponente ingresso al paese? Tutto è nel totale abbandono. Il terremoto, l’incuria degli uomini e gli agenti atmosferici lo hanno cancellato! Il freddo si fa sentire, così decido di concedermi un caffè caldo ed una “cassateddra”. Il bar è pieno di gente. Mi siedo. Giro lo sguardo e scorgo un vecchio amico d’infanzia, che mi raggiunge subito. Bene, qualcuno con cui parlare! Spero che possa  compiacere ad alcune mie curiosità. Ne approfitto e mi rivolgo a lui sperando che mi potesse dare qualche suggerimento per risolvere una mia problematica. “Sai, dico, ho invitato alcuni amici ai quali ho sempre parlato di Santa Margherita e nella bella stagione mi verranno a trovare. Tu sai dirmi dove potrei farli alloggiare? Ci sono degli alberghetti, dei B&B?” Il mio amico mi guarda e risponde: “ci sono dei privati che affittano le camere, o, se vuoi anche tutta la casa”. Si ferma un istante e poi irrompe in una risata e dice: “Tu pensi alle locande, al turismo, ma sai quante cose qui  a Santa Margherita non funzionano. Qui tutto è fermo! Qui ristagniamo!” Accolgo la sua frase come il bisbiglio di chi vuole sfogarsi,di chi ha dentro un “Cutugno”. Così aggiungo: “dimmi, dimmi”. Subito inizia  lo sfogo del mio amico: “mia cara tu vai e veni, così non vedi nulla di quello che succede in questo paese. Non c’è niente che và per il verso giusto. Chi arriva in Comune fa di testa sua! Gli anni passano e come dice  un detto popolare ”nuatri sidemu sempri ala stessa seggia. Ogni cinque anni sono speranze prima e dolori dopo”. Incalzo: “dimmi alcune cose che vorresti che cambiassero”. “Alcune? Si può fare un elenco di qua a Misilbesi!” “Fammelo più corto, dimmi qualcosa”. Così continua: “Tutti ci riempiamo la bocca dicendo: Santa Margherita, terra del Gattopardo. Città turistica! Ma, come pensiamo, speriamo di fare accoglienza?  I cartelli della segnaletica che dovrebbero indicare  i luoghi storici ed artistici ad i visitatori sono pochi e mal sistemati. Hai presente un mazzo di carte sparpagliato? Non abbiamo alberghi o B & B. Non abbiamo uno spazio riservato ad i camperisti!. Si ferma per un attimo e poi riprende: “Potremmo sistemare tutta la zona di San Vito, trasformandola in un punto di attrazione, sfruttando i resti delle case diroccate. Si potrebbe sfruttare lo spiazzo del Calvario per creare una terrazza panoramica. Un posto bellissimo dove di giorno abbracci con lo sguardo le bellezze della Valle del Belice. La notte, quando il cielo è limpido si gode uno spettacolo magnifico. I paesi illuminati sembrano dei gioielli incastonati nella terra che tendono le loro i loro raggi verso il cielo stellato come a volersi unire in una danza divina”. Il mio amico dondola il capo dissentendo e continua: “Andrebbero sistemati alcuni tratti urbani e extraurbani, perché quando il buon Dio manda abbondanti piogge ci ritroviamo circondati da paludi. Per parlare della ricostruzione ci vorrebbe una settimana, ma ti dirò solo qualcosa: ancora è da approvare il progetto dove si trovava l’ex baraccopoli  Pasotti. Bisognerebbe costruire le strade a servizio degli alloggi popolari nel quartiere Carnevale. Insomma darsi una smossa per rimettere in movimento la macchina dell’edilizia”. Chiedo: “Dell’Istituzione Giuseppe Tomasi di Lampedusa cosa mi puoi dire?” “Ma tu allora veramente non sai nulla! Il parco Letterario è cosa per pochi! Poco e niente si sa. Cosa fanno e cosa non fanno. Ed ancor peggio, non si sa come spendono i soldi dei margheritesi. Neppure il consiglio comunale è a conoscenza delle loro”manovre”!

Inoltre si dovrebbe cercare di fare fronte alle necessità delle famiglie indigenti e numerose. Questi tempi, così tristi hanno  agevolato la proliferazione di famiglie povere. Chiedo al mio amico: “Se non erro a maggio andrete a rieleggere un  nuovo sindaco ed un nuovo consiglio comunale?” “Già, già” - mi risponde con un sorriso sardonico – “Quanti pretendenti, quanti politicanti”. Cosa vuoi dire? “Che vuoi che dica? Si a maggio voteremo! Questa mia cara è una terra strana, dove tutti parlano, parlano, magari alle spalle, poi quando si tratta di affrontare le persone e risolvere i problemi si nascondono dietro le gonne di li”fimmini”. Insomma non hai capito, qui gente che prende il toro per le corna non c’è né. Tu hai il ricordo di un paese bellissimo. Il paese voluto dai Corbera prima e dai Cutò Filangeri dopo. Ora, è un paese costruito senza armonia, senza criterio!  Credimi quello che è ancor più grave, è un paese governato senza razionalità, senza amore!” Cercai di rincuorarlo: “Vedrai, cambierà. La nuova amministrazione, nuova, agile, moderna cambierà tutto!” Il mio amico si alza, mi sorride e prima di allontanarsi mi dice: “Tutto questo non dovrebbe poter durare: però durerà, sempre; il sempre umano, beninteso, un secolo, due secoli..; e dopo sarà diverso ma peggiore. Noi fummo i Gattopardi….”

a.s.c.g.

                           
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