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Ufficializzata la candidatura di Franco Valenti a sindaco di S. Margherita
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Ufficializzata la candidatura di Franco Valenti a sindaco di S. Margherita admin
admin - martedì, 7 febbraio, 2012
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Grande pubblico per la proclamazione del candidato sindaco Franco Valenti. Circa duecento persone (malgrado il cattivo tempo) hanno gremito il teatro Sant'Alessandro di Santa Margherita di Belice per conoscere la composizione del "CdA" (consiglio di amministrazione) del comitato elettorale che appoggia la candidatura di Franco Valenti. Un candidato che, a molti, è apparso ingessato. Ostaggio del passato. Una candidato che, da perfetto democristiano, si è fatto carico della "croce" delle due passate amministrazioni. Un candidato che deve destreggiarsi tra un'anima moderata, le "colombe" e quella estremista, "i falchi". Questo in sintesi quello che è emerso dal "primo" incontro promosso dal comitato elettorale "il futuro dipende da te" andato in scena lo scorso 5 febbraio. Il "CdA" è stato presentato in maniera indiretta: ad essi il moderatore dell'incontro, il bravo Franco Graffeo, ha concesso dieci minuti di tempo per il loro intervento, ai piccoli azionisti (gli invitati) sono stati concessi soltanto tre minuti. Una distinzione netta. Una maniera esplicita per mettere, fin dall'inizio, i doverosi paletti. Sul palco della presidenza si sono accomodati il candidato sindaco Franco Valenti, l'ex sindaco Giorgio Mangiaracina, gli ex vice sindaco Baldo Portolano e Antonino Augello, gli ex assessori Matteo Raimondi e Calogero La Marca. Per l'occasione è stato accantonato lo slogan "coraggio si cambia". Un "CdA" che viene dalla "base". E la scenografia ha fatto di tutto per farlo credere. All'inizio il "CdA" si è fatto trovare seduto in platea. Il "moderatore" ha aperto la convencion e con magistrale tempistica ha "invitato" la "gente" a salire sul palco. Uno alla volta. Spontaneamente. Per spiegare le motivazioni di una scelta. Precedenza alle "colombe". Poi quando qualcuno (Vito Bufalo) ha chiesto se la scelta era già stata fatta o si doveva effettuare quella sera, sono intervenuti i "falchi", reguardendo l'ingenuo "avventore". "Chi sei tu per poter intervenire" in questa riunione, è stato il tenore dell'intervento di Calogero La Marca. Nessuno ha provato a stemperare i toni. Nessuno ha chiesto scusa a Vito Bufalo, reo di aver espresso il suo libero pensiero attenendosi a quanto riportato nel manifesto-invito. Nessuno ha parlato di problemi reali. Nessuno ha cercato di spiegare le ragioni dell'assenza dei giovani dalla scena politica. Le proposte dell'imprenditore Calogero Maggio: vice sindaco donna ed attenzione per l'agricoltura, ha ottenuto parziale riscontro. "L'agricoltura è al primo punto del nostro programma", ha chiarito il candidato sindaco. Sul vice sindaco donna, silenzio assoluto, se si esclude qualche battuta di "speculaniana" memoria. Anche nel programma elettorale dell'amministrazione uscente l'agricoltura risultava tra le priorità. Ma i risultati del dicastero intestato all'ex assessore Baldo Portolano, pare che abbiano lasciato poca traccia sul "foglio bianco" restato pulito. Sul "pallino" delle "cartelle pazze", un esponente di spicco del "CdA" si è spogliato degli abiti di ex amministratore e di consulente in pectore ed ha intossato la toga dell'avvocato per sentenziare che "le vicente interessate da sentenze" verranno adeguate alle decisioni dei giudici. L'acqua calda ha preso forma, sul resto si continuerà l'opera avviata dall'ex vice sindaco Antonio Augello, dall'ex sindaco Giorgio Mangiaracina e dall'ex assessore Calogero La Marca. Altra mazzata allo slogan "coraggio, si cambia". Sul monopolio che grava sulla gestione del cimitero ("pallino" sfuggito al "moderato" che ha aperto la convencion) silenzio assoluto. Lo stile democristiano ha avuto il sopravvento. L'argomento è hard, sia per chi il monopolio lo ha voluto: Giorgio Mangiaracina e Matteo Raimondi, e sia per chi lo ha avallato: Baldo Portolano e Calogero La Marca. Su questo argomento, che fa a pugni con il libero mercato e con il concetto di scelta, l'ex vice sindaco ha evitato di indossare la toga di avvocato e di sentenziare sul parere del CGA (consiglio di giustizia amministrativa). Per non turbare la pace tra ex duellanti. Per non minare la "coesione" del comitato elettorale. Come si è premurito di rimarcare su facebook, subito dopo: la coesione del comitato elettorale, "il fututo dipende da te", è granitica. E chi la mette in discussione è in mala fede. Per il programma, e per le istanze dei margheritesi, c'è tempo. Adesso la priorità è dimostrare la coesione del "CdA". Coraggio, si cambia. Delusione tra gli osservatori presenti in sala. Brutta gatta da pelare per il candidato sindaco Franco Valenti che ha scelto di farsi carico di questa pesante croce.

                           
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